mercoledì, Febbraio 21, 2024
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    Crimini di guerra nella Striscia di Gaza?

    La prospettiva del diritto internazionale nelle parole di Silvana Arbia

    Proporzionalità, precauzione, separazione. E’ a partire da questi tre pilastri normativi dello Statuto di Roma che la dott.ssa Silvana Arbia delinea il percorso delle possibili incriminazioni contro Hamas ed Israele. Silvana Arbia è stata Chief of prosecutions presso il Tribunale penale internazionale delle NN UU per il Ruanda e poi Cancelliere della CPI, eletta dai giudici della Corte per un mandato di 5 anni dal 2008 al 2013.

    Nelle riflessioni di Arbia, anche la sua idea in merito alle dichiarazioni dei rappresentati del governo israeliano legate alla deumanizzazione e brutalizzazione del popolo di Gaza, tra le quali quelle espresse dal ministro della difesa israeliano. “Discorsi simili”, dice l’Arbia, “li ho sentiti anche in Ruanda”. Sono dichiarazioni da fermare, perché il genocidio si commette anche soltanto con la parola, non c’è bisogno di un atto materiale; basta istigare pubblicamente. 

    L’attuale inazione da parte dell’Occidente è “preoccupante”, poiché bisogna da subito muoversi per accertare la presenza di prove concrete di crimini di guerra. L’accertamento è utile non solo al fine di mantenere integro il sentimento di giustizia della società civile,ma anche per trasmettere quel senso di riparazione e di risarcimento alle persone che hanno subito i torti. Solo così, sottolinea Arbia, una comunità pesantemente traumatizzata può rifiorire.

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